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La straordinaria grande bellezza dell’Italia deve, purtroppo, fare i conti anche con un territorio dalla straordinaria fragilità. Ne sono testimonianza le numerose frane e allagamenti, i casi di calamità idrogeologiche che colpiscono ormai da nord a sud. L’accelerazione prodotta dal dissesto atmosferico sta aumentando gli eventi, le vittime, i danni, e accumula debito futuro. Per questo abbiamo iniziato a voltare pagina. Sono aumentate enormemente anche le responsabilità di una Italia moderna, forte, cosciente delle sue enormi potenzialità; e di una politica che deve bloccare il vecchio gioco d’azzardo che vede in troppi territori un sovraccarico edilizio in zone vincolate, ostruzioni del deflusso delle acque anche in città, carenza o mancanza di una ordinata e corretta pianificazione urbanistica, riduzione drastica di cure e manutenzioni del reticolo idraulico e dei versanti boschivi e collinari. La produzione normativa e lo stanziamento di fondi statali e regionali ha seguito quasi sempre la logica dell’emergenza, dello Stato notaio dei disastri con l’obiettivo di ripristinare i danni e solo in rari casi di indirizzare gli sforzi nel prevenire altre sciagure. Ma, in questo settore, abbiamo, purtroppo, alle nostre spalle anche una lunga storia di omissioni e di incapacità della spesa pubblica contro il dissesto, con troppe promesse finite nel fango.

L’istituzione della Struttura di missione contro il dissesto Idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche e la nomina di tutti Presidenti di Regione a Commissari di Governo per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, ha permesso allo Stato di voltar pagina e di accelerare gli interventi necessari e urgenti per pianificare l’opera pubblica nazionale di cui l’Italia ha bisogno, coordinando il gioco di squadra con tutti gli enti e le amministrazioni competenti a vario titolo e in tutti i territori, con una decisa azione di stimolo, supporto, monitoraggio, controllo. Grazie anche alla stretta collaborazione con il Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, abbiamo raggiunto i primi risultati concreti.

Anche per le nostre scuole, è tempo di cambiamenti. Ereditiamo tante cose positive, e in questi primi mesi l’edilizia scolastica ha visto aumentare l’attenzione del Governo che si è tradotta in centinaia di cantieri aperti. Ma restano tanti problemi che stiamo risolvendo, interventi da progettare o da mettere in cantiere. La creazione della Struttura di Missione per la riqualificazione dell’Edilizia scolastica ha questa finalità: coordinare e gestire al meglio tutte le linee di finanziamento specifiche, avviando cantieri e chiudendoli nei tempi previsti; con trasparenza e rendendo accessibile a tutti il monitoraggio del nostro lavoro.