#italiasicura, i cantieri, i progetti

12/09/2017

Alcuni titoli dei media troppo semplificati – molto meno i contenuti degli articoli – generano equivoci sul lavoro in corso nella lotta al dissesto idrogeologico coordinato dalla Struttura di missione #Italiasicura da maggio 2014.

Per la prima volta nella storia nazionale c'è un chiaro fabbisogno di quanto serve per ridurre il rischio idrogeologico in Italia: 9.397 opere e interventi in tutte le Regioni per un importo pari a 27 miliardi di euro. Per la prima volta c'è un Piano finanziario che investe risorse importanti: al 2023 complessivamente circa 9 miliardi di euro. E' una pianificazione a lunga scadenza, nell'arco dei prossimi 15 anni, ma con risorse certe e disponibili.

La prima significativa realizzazione è nell'apertura di 1337 cantieri finanziati ma bloccati dal 2000 al 2014, per investimenti pari a 1409 milioni. La seconda è il piano per le aree metropolitane, dove si concentra la maggiore popolazione a rischio, con investimenti in cantiere per 654 milioni, 114 dei quali sono già stati spesi, 16 milioni in più rispetto al cronoprogramma previsto dalla Struttura di missione. Nessun ritardo sulle opere in corso a partire dai cantieri di Genova.

Come è evidente, il lavoro nell’ambito di queste opere ingenti prevede diverse fasi regolamentate dal codice dei contratti pubblici e monitorate costantemente dalla Struttura di missione, in raccordo con le Regioni e i Comuni interessati.

Ma il lavoro quotidiano di #Italiasicura non è solo questo: soprattutto nella prima parte della sua attività la Struttura si è concentrata sul riavvio di finanziamenti bloccati nelle maglie strettissime della burocrazia. E questo è avvenuto attraverso vari strumenti sia legislativi (lo Sblocca Italia), che amministrativi (i Presidenti di Regione nominati come Commissari di Governo), che di intervento istituzionale per dirimere contrasti fra soggetti diversi, appianare difficoltà tecniche o amministrative e agire come consulenti naturali di fronte a incertezze procedurali.

Il vero ritardo, a dimostrazione di un lavoro di prevenzione mai realizzato finora, è nelle progettazioni. Sulle 9397 opere richieste dalle Regioni solo l’11% dei progetti pervenuti sono esecutivi e pronti per gare e finanziamento. E' questo un ritardo che deve essere recuperato con un grande lavoro di squadra per una grande impresa. Per questo è stato istituito un Fondo per le progettazioni, con una dotazione di 100 milioni di euro, in corso di erogazione in queste settimane.

Il lavoro di #Italiasicura – ribadiamo, praticamente una novità nell’attività di governo del nostro Paese – si affianca anche a quello quotidiano della prevenzione non strutturale, che riguarda soprattutto il sistema di allertamento, comunicazione del rischio ed efficace e capillare pianificazione di emergenza, settore che vede in campo la Protezione civile – tra le migliori del mondo – e l’attività dei Comuni e delle Regioni.  Un lavoro corale rivolto all’affermazione, giorno dopo giorno, di una grande capacità di resilienza che dovrà caratterizzare ancor di più il nostro Paese.

Roma, 12 settembre 2017