"Progettare l'Italia Sicura" i 12 tavoli. Per un'evoluzione delle Linee guida per la progettazione

12/12/2017

L'evento "Progettare l'Italia Sicura" metterà a confronto 144 esperti provenienti dalle esperienze più diverse, rappresentanti delle istituzioni centrali e locali, dalla Presidenza del Consiglio alle Regioni, ai Comuni fino al Parlamento, esperti degli istituti ricerca, delle Fondazioni scientifiche, delle reti delle professioni fino a rappresentanti delle associazioni di categoria ai media. La discussione sarà articolata su 12 tavoli con 12 partecipanti per tavolo proprio per seguire i diversi aspetti delle 12 macroaree tematiche delle Linee guida per la progettazione.

Di seguito uno spunto di partenza della discussione che potrà spaziare nel segno dell'innovazione delle linee guida e di conseguenza della progettazione, aspetti fondametali della lotta al dissesto idrogeologico, vera e proipria missione di #italiasicura  

 

Tavolo 1 – A cosa serve il progetto? 

Quali sono le finalità di un progetto? Perché è importante per la vita della popolazione e per l’ambiente che ci circonda? Le linee guida puntano all’obiettivo di valutare il rischio idrogeologico da andare a mitigare e i criteri di gestione del progetto. 

Tavolo 2 – Ma questo progetto conviene? 
Uno dei principi cardine delle linee guida sulla progettazione è l’analisi del rapporto tra i costi e i benefici derivanti dalla realizzazione di un intervento. Ragionare in modo comparativo su questi dati aiuta a valutare meglio le possibili soluzioni alternative e soprattutto ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie disponibili..

Tavolo 3 – Visione di insieme. 
Un progetto non può essere pensato se non inscritto in un ambito di influenza ben individuato e caratterizzato. Le linee guida aiutano ad comprendere meglio  la coerenza dell’intervento con l’ambiente e le opere circostanti, attraverso l’esplorazione delle azioni e delle retroazioni.

Tavolo 4 – Primo, non nuocere. Un progetto per essere coerente con il contesto in cui prevede di sviluppare l’intervento deve prima di tutto fornire ogni “garanzia” che non crei ulteriori o diversi danni. Le linee guida fanno chiarezza su questo punto fondamentale.

Tavolo 5 – Dopo il taglio del nastro. Un intervento non si conclude con la sua entrata in esercizio, ma per conservarne l’efficacia è necessario gestirlo per il  suo intero ciclo di vita. Dalle linee guida importanti suggerimenti per fare in modo che tutto fili liscio.

Tavolo 6 – Le scienze dell’acqua. 
Una buona progettazione non solo deve partire dalle specifiche caratteristiche climatiche e idrografiche del contesto sui cui interviene, ma deve farlo alle diverse scale spaziali e temporali di interesse. 

Tavolo 7 – Le scienze della terra. 
Gli aspetti geologici e geotecnici costituiscono un elemento fondamentale nella progettazione
delle opere di gestione del rischio idrogeologico, e le linee guida indirizzano sui modi più efficaci per una adeguata caratterizzazione dei contesti e dei materiali interessati.

Tavolo 8 – Il Fiume attivo.                                                                                                                                                                                                                             Gli interventi sui corsi d’acqua o sulle coste vanno spesso ad interferire con processi di grande complessità e con scale spaziali e temporali molto varie. . Le linee guida indirizzano la valutazione di questi aspetti nello sviluppo del progetto..

Tavolo 9 – Il fiume vivo. 
Una buona progettazione degli interventi contro il dissesto non può fare a meno di valutare gli impatti delle opere sugli ecosistemi. Per questo è necessario mettere insieme competenze molto diverse. Le LG promuovono questo approccio interdisciplinare.

Tavolo 10 – Attorno al fiume.
La realizzazione degli interventi, specie se interessa settori ampi di territorio, può attivare dinamiche conflittuali per la tutela di interessi diversificati. Le LG suggeriscono una particolare attenzione nel percepire e gestire queste dinamiche sull’intero periodo di vita delle opere.

Tavolo 11 – Resilienza prima di tutto. 
Quanto possono influire il cambiamenti climatici sull’efficacia delle opere e sulle loro prestazioni? Le LG invitano a non trascurare questi fattori, ma a considerare invece gli elementi di resilienza  in modo solido e pragmatico. 

Tavolo 12 – Progetti georeferenziati. 
Ogni attività progettuale produce un enorme patrimonio informativo, che non deve essere disperso ma che va messo a sistema e valorizzato, anche per stimolare la partecipazione dei cittadini. Le Linee Guida ricordano che il progettista deve essere il primo responsabile di questa trasmissione di sapere, fornendo i dati in modo georeferenziato e secondo standard ben definiti.