Gli Stati generali per difendere il clima e utilizzare 35 miliardi di fondi europei

19/06/2015

Antonio Cianciullo per Repubblica.it

ROMA - Difendersi dai disastri climatici. E nello stesso tempo rilanciare l'occupazione facendo ripartire l'economia. È la doppia scommessa degli Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio che si terranno lunedì a Roma. Un appuntamento che spazierà su 14 macro settori: dai trasporti al turismo, dall'agricoltura alle infrastrutture idriche, dai problemi della tropicalizzazione di alcune aree alla desertificazione di altre regioni. E che vedrà, tra gli altri, gli interventi di Matteo Renzi, del cardinale Peter Turkson, che ha dato un contributo importante all'enciclica sull'ambiente, di Ségolène Royal, ministro francese dell'Ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell'energia.

"Per la prima volta affrontiamo la madre di tutte le battaglie - quella per la difesa della stabilità climatica - come sistema Italia, con una squadra guidata dal presidente del Consiglio e composta da tutti i ministri interessati", afferma Erasmo D'Angelis, responsabile della task force contro il dissesto idrogeologico e coordinatore dell'iniziativa. "È un cantiere che ci guiderà fino a dicembre, alla conferenza sul clima di Parigi, e proseguirà il prossimo anno per utilizzare al meglio le opportunità offerte al sistema Italia dal successo delle rinnovabili che ci vedono al primo posto nel solare con 800mila impianti".

In realtà sulle rinnovabili le brusche frenate impresse dagli ultimi governi hanno finito per far deragliare una parte dell'industria italiana che si era faticosamente fatta largo nel settore, guadagnando punti rispetto a una concorrenza agguerrita e molto spesso sostenuta dai rispettivi paesi. Il solare è cresciuto, ma il ruolo delle imprese italiane è diminuito.

"Correggeremo gli errori", assicura D'Angelis. "È già in  corso una discussione per rivedere i tagli al sostegno alle fonti pulite: si tratta di ricalibrare gli aiuti in modo da evitare di appesantire le bollette e di assicurare un appoggio alle nostre imprese aiutandole anche nello sforzo verso la continua innovazione. A fronte di 1,7 miliardi di euro di investimenti, le rinnovabili hanno generato in Italia ricavi (senza calcolare gli incentivi) per oltre 3,2 miliardi di euro e un valore aggiunto complessivo di 1,2 miliardi. Ma abbiamo regalato troppo terreno a tedeschi e australiani".

La necessità di frenare il cambiamento climatico e di diminuire i danni da smog (600mila morti all'anno in Europa) produrrà effetti sempre più importanti in termini economici. In Italia - calcolano gli organizzatori degli Stati generali sui cambiamenti climatici - da qui al 2020 il target sull'efficienza energetica potrebbe muovere 10-12 miliardi all'anno di investimenti. E tra il 2014 e il 2020 l'Italia avrà l'opportunità di ricevere dall'Europa 35 miliardi di euro di finanziamenti per l'energia sostenibile. Infine gli interventi di efficientamento energetico sul patrimonio edilizio nazionale potranno portare a una crescita del Pil fra il 2% e il 4% e a un aumento dell'occupazione pari a 460mila posti di lavoro al 2020.